Wordpress versus Dreamweaver

Insegnare wordpress... oggi


Qualche giorno fa siamo stati contattati per dire la nostra ad un laboratorio su web writing e media internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma Tre.
Oggetto del seminario era il corretto utilizzo delle piattaforme web in ambito per lo più giornalistico, o come veicolare la giusta comunicazione sui nuovi media.

Di fronte a molti giovani, italiani e stranieri, abbiamo fatto un sunto sul cms Wordpress e su come applicarlo ad un portale di news. Inizialmente avevamo immaginato un esercito di nerd, nativi digitali che ne sapesse addiritura più di noi, ma presto scopriamo che la percentuale di studenti che sapeva utilizzare Wordpress era decisamente bassa (del resto siamo a scienze politiche, non ad ingegneria informatica).
Ci siamo focalizzati principalmente, dato il poco tempo a disposizione, sull’utilizzo vero e proprio della piattaforma, poiché l’orientamento del workshop era incentrato sull'obiettivo lavoro e quindi abbiamo preferito immaginare giornalisti in erba anziché potenziali webmaster dalle doti informatiche.

Da qualche anno scrivere e condividere contenuti per il web è diventato relativamente semplice e alla portata di (quasi) tutti, ha quindi poco senso soffermarci su dettagli tecnici, è preferibile concentrare l’attenzione sulle modalità di esposizione, su content marketing, su layout grafici, in poche parole quello che può distinguere un portale di informazione dall’altro. Abbiamo anche toccato qualche appunto di search engine optimization, ma il cronometro non ci ha permeso di approfondire (e la SEO ha decisamente bisogno di molto tempo...).
Questa esperienza ci ha riportato indietro nel tempo, ha fatto spazio alla nostalgia.

Sì, quella nostalgia dei brutti/bei tempi quando per fare un lavoro del genere servivano grafici, serviva dreamweaver, servivano programmatori in gamba. A certi livelli ovviamente queste figure servono ancora, ma l’avvento di software e piattaforme "crea il tuo sito in un minuto" ha di molto allargato la cerchia dei webmaster, o sedicenti tali, e siamo tutti giornalisti.
Tutto ciò ha i suoi pro e suoi contro che spesso tendono anche a fondersi.
Ci sembra giusto e democratico che più persone possano permettersi di utilizzare questi strumenti senza investire grosse cifre (a volte troviamo ottimi blog anche su piattaforme totalmente gratuite), tanti possono così dar sfogo alla proprià creatività e caricare i propri contenuti multimediali senza conoscere una riga di codice HTML, evviva la tecnologia e la sua evoluzione. E tante volte ha reso la vita più facile anche a noi agenzie di comunicazione.
Ma siamo sicuri che stiamo parlando di creatività?

Un tempo che ci sembra lontanissimo si prendeva carta e penna e si progettava un layout, una giusta navigazione, poi si apriva photoshop e giu a riportare digitalmente le notre idee. Solo dopo si prendeva pezzo per pezzo, pixel per pixel, e si costruiva, a colpi di codice, il vero sito web.
Dov’è la differenza? Che l’avevi disegnato tu! Che avevi raggiunto il massimo grado di personalizzazione.

Prendiamo ora wordpress... nel 99% dei casi si prende un tema (disegnato da altri) e si spende il minimo tempo indispensabile per cambiare immagini, qualche colore e qualche font. Facile no? Con il risutato che il nostro sito sarà simile a qualche altro centinaio o migliaio di siti che hanno utilizzato lo stesso tema.
Ok, la tendenza del BIG IMAGE e del BIG TEXT piace al cliente, fa un certo effetto, quindi tutti contenti.
Ma certo siamo un po’ lontani dal concetto di creatività, non vi pare?
C’è da aggiungere però che un buon sito è fatto di buoni contenuti (e speriamo questo succeda ancora per molto tempo) e soprattutto di una buona indicizzazione, e qui non c’è wordpress ch tenga, c’è da lavorare sodo di web writing, di analytics, di SEO e di tutte quelle buone pratiche che rendono un sito migliore di un’altro.
A voi la scelta e... Tanti auguri!

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